Stomatologica, poliambulatorio privato. A Ravenna.

Protesi Dentale Fissa e Mobile

Protesi Dentale Fissa

Fino a alcuni anni fa le protesi fisse consistevano unicamente in “ponti” e capsule che venivano posizionati sui denti, previa preparazione e “limatura” degli elementi dentari vicini ai denti persi, cioè ridotti di volume modellandone la forma in modo da poter accogliere il manufatto, fissato poi con apposito cemento.

Il ponte si utilizza ancora nei casi in cui non è possibile per svariati motivi ricorrere all’implantologia. L’implatologia permette di creare delle “radici artificiali” sulle quali si inseriscono i denti mancanti senza la necessità di coinvolgere denti naturali.

Protesi Dentale Mobile

La protesi mobile, ciò la dentiera, è un presidio al quale pochi vorrebbero ricorrere. La protesi mobile è s uno strumento che serve molte volte solo temporaneamente, per ripristinare una funzione estetica o masticatoria. La dentiera ha bisogno di manutenzione costante. La manutenzione si divide in due tipologie: la pulizia quotidiana e il controllo periodica della protesi dal dentista

Igiene

La prima azione di manutenzione è quotidiana e passa attraverso una accurata e costante pulizia, per evitare accumuli di tartaro, cibo e placca batterica che causano:

  • problemi estetici
  • cattivo odore (alitosi)
  • irritazione dei tessuti sotto la protesi
  • infezioni nella bocca

spazzolino_polident Mantenere le protesi lucide è estremamente importante sia per facilitare l’igiene, sia per l’effetto estetico.

Il metodo migliore per l’igiene quotidiana è un accurato lavaggio e spazzolamento effettuato con apposito spazzolino e sapone liquido. Non si devono usare dentifrici perché sono abrasivi e tendono a opacizzare le superfici rendendo in seguito più difficile l’asportazione della placca batterica. È consigliabile anche l’uso di blandi solventi chimici quali le pastiglie come Efferdent e Polident.

Le azioni da non fare assolutamente sono:

  • Non Usare acqua molto calda, la resina si ammorbidisce e la protesi cambia forma
  • Non usare strumenti metallici appuntiti o taglienti per rimuovere depositi di tartaro
  • Non usare spazzole molto dure graffiano la resina
  • Non spazzolare la protesi senza una adeguata protezione

Quando si spazzola la protesi è necessario farlo sopra ad un lavandino contenente un po’ di acqua per attutirne il colpo in caso di caduta accidentale.

Se nonostante le cure profuse si verificassero accumuli di tartaro, di macchie in zone non facilmente accessibili, è necessario ricorrere al dentista che farà una pulizia approfondita della protesi.

Ribasamento

La protesi favorisce l’arretramento di ossa e gengive, in special modo è non è ben stabile. Detto questo è facile comprendere che col tempo la protesi perde la sua precisione originaria. Il rimedio a tale inconveniente consiste nel “ribassare” la protesi cioè aggiungere una quantità di resina acrilica sufficiente a colmare il gap creatosi. Inoltre và ricordato che una protesi instabile si spezza molto più di frequente di una ben adattata, poiché la flessione che si esercita sul materiale di costruzione provoca micro fratture nei legami dei polimeri sino a renderlo fragile.

Perdita di dimensione

Un ulteriore inconveniente è la perdita di dimensione verticale. Questo inconveniente si verifica per due ragioni; la prima è data dalla perdita di spessore osseo, la seconda da una usura delle superfici masticanti dei denti. Le conseguenze sono sia funzionali che estetiche: funzionali perché si ha una perdita di efficienza durante i cicli masticatori ed un maggiore affaticamento durante la masticazione, estetiche perché si avrà un mento che scivola in avanti e la linea labiale che si piega verso il basso cambiando l’espressività del viso.

Per ripristinare una corretta dimensione non sempre è sufficiente sostituire i denti usurati con denti nuovi, a volte è necessario sostituire interamente le vecchie protesi con delle nuove di dimensioni e forma più adeguate.