Stomatologica, poliambulatorio privato. A Ravenna.

Parodontologia

054743742parodontologia-600 La parodontologia è quella branca che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie che affliggono l’organo di sostegno dei denti, cioè ossa e gengive. La malattia parodontale può essere distinta in malattia parodontale superficiale (gengiviti) 054743237gengivite e malattia parodontale profonda (parodontiti). La paradontite si sviluppa sopratutto in presenza di placca muco-batterica. Da studi passati è stato ampiamente dimostrato che la mancanza, o un’insufficiente igiene orale provoca gengiviti, mentre l’instaurarsi della malattia parodontale necessita di una predisposizione individuale dovuta a un deficit immunologico, locale o generale. Gli effetti di tali cause sono un forte arrossamento delle gengive, una estrema facilità al sanguinamento a volte anche spontaneo, un progressivo scollamento delle gengive dai denti con creazione di “tasche” secernenti pus e forte alitosi.

Quali fattori favoriscono la piorrea?

Igiene orale inadeguata
La causa principale per la stragrande maggioranza dei casi di parodontite è una scarsa igiene orale. La placca batterica provoca prima la gengivite che poi diventa piorrea. Soprattutto in presenza di altri fattori di rischio l’igiene orale gioca un ruolo determinante.

Fumo
I forti fumatori hanno un rischio più elevato di contrarre la piorrea che i non-fumatori. La piorrea nei fumatori avanza spesso più rapidamente e ha un decorso più aggressivo e refrattario alle cure.

Predisposizione genetica
Certe persone soffrono di malattia parodontale nonostante un’igiene orale impeccabile, mentre altri possono vantare strutture parodontali sane a dispetto di ammassi di tartaro e placca. Oggi sappiamo che circa il 30% della popolazione ha ereditato un genotipo che predispone alla parodontite. Con il ParoGen® Test possiamo verificare con un semplice prelievo di saliva se il paziente è predisposto alla piorrea o meno.

Stress
Molti studi scientifici rilevano un nesso fra lo stress e la malattia parodontale, dovuto probabilmente al fatto che lo stress indebolisce la difesa immunitaria.

Gravidanza
Le forti fluttuazioni ormonali favoriscono l’insorgenza di gengivite e parodontite.

Patologie generali
Qui bisogna menzionare sopratutto il diabete scompensato con glicemia alta, inoltre certe forme di poliartrite reumatoide nonché le deficienze immunitarie congenite o acquisite.

Quali sono le conseguenze della piorrea?

Bisogna distinguere fra le conseguenze per i tessuti parodontali e le ripercussioni della piorrea sulla salute in generale.

  • La recessione gengivale comporta in primo luogo una compromissione estetica, la denudazione dei colletti e delle superfici radicolari favorisce ipersensibilità e carie. In stadio più avanzato si assiste all’allentamento o alla migrazione dei dentiinfine alla loro perdita. In casi talmente avanzati bisogna ricorrere all’implantologia per ripristinare la funzione masticatoria e l’estetica dentale.

Da cosa si riconosce la piorrea?

Essendo la malattia parodontale una patologia cronica e indolore, i primi sintomi non sono molto caratteristici. Un campanello d’allarme può essere il sanguinamento gengivale in fase di spazzolamento, il gonfiore del bordo gengivale e l’alitosi (alito cattivo). Allentamenti o migrazioni di elementi dentari sono di solito sintomi di una piorrea già avanzata.

Nel nostro studio il sondaggio parodontale viene regolarmente eseguito su tutti i pazienti. Una sonda graduata è delicatamente mossa lungo il bordo gengivale misurando in 6 punti diversi per ogni dente la profondità delle tasche gengivali. Se le gengive sono intatte, la profondità misurata sarà di 1-2 mm. Valori oltre 4 mm di profondità segnalano spesso una piorrea già avanzata.

 

La piorrea è curabile, ma come?

La prima fase di cura (terapia iniziale) mira a migliorare l’igiene orale del paziente. L’igienista rimuove tartaro e placche batteriche, lucida le superfici dentarie e fornisce istruzioni su come ottimizzare l’igiene orale quotidiana. Se il paziente collabora, già la terapia iniziale porta a un netto miglioramento delle condizioni parodontali. Se si tratta soltanto di gengivite, i tessuti possono guarire senza residui. 1-3 mesi dopo la terapia iniziale, se necessario ,il passo successivo consiste nella levigatura sottogengivale delle radici, il cosiddetto “deep scaling” or “root planing”. Anche questa misura è facilmente accettabile in pazienti particolarmente sensibili e può essere eseguita in anestesia locale.

La rimozione del tartaro e la lucidatura delle radici sotto gengiva sono accompagnate da un curettage profondo delle tasche parodontali. Il paziente è invitato poi a sottoporsi a controlli frequenti con ripetizione del sondaggio parodontale per monitorare la situazione.

Antibiotici contro la piorrea

La terapia antibiotica si è rivelata molto efficace nella cura della paradontite. Si parte dal fatto che la piorrea è un’infezione batterica causata da germi ben conosciuti che sono facilmente individuabili tramite un semplice test microbiologico (PadoTest).

Gli antibiotici vengono somministrati sotto forma di compresse per un periodo di 1-2 settimane. A volte occorre anche una combinazione di due antibiotici diversi per aumentarne l’efficacia.

Grazie agli antibiotici in molti casi si riesce ad eliminare i batteri dalle tasche e arrivare alla guarigione completa delle gengive senza dover ricorrere interventi chirurgici.

Emdogain: Fattori di crescita per la rigenerazione parodontale

Un’altra opzione valida per la rigenerazione delle strutture parodontali è l’uso di fattori di crescita. Dopo la levigatura radicolare viene applicato un gel contenente una miscela di proteine bioattive, di nome commerciale Emdogain che induce la riformazione dell’osso e dei tessuti parodontali.

Gli interventi chirurgici parodontali sono normalmente eseguiti in modo indolore sotto anestesia locale.

Fase di mantenimento

Al termine della fase attiva di terapia, il paziente passa alla fase di mantenimento. Questa fase si basa su periodici richiami per le visite di controllo che possono coincidere con le sedute d’igiene orale. La frequenza dei richiami può variare, secondo la gravità della situazione parodontale, da 2-6 mesi. Studi scientifici hanno provato che questa fase di mantenimento costituisce la vera chiave per ottenere buoni e duraturi risultati terapeutici.
Di conseguenza, nel nostro studio dentistico, tutti i pazienti parodontali sono sottoposti regolarmente ai seguenti esami: indici di placca e di sanguinamento gengivale, sondaggio parodontale (misurazione delle tasche), radiografia endorale.

Chirurgia mucogengivale

mucogengivale

Recessione gengivale al canino inferiore. Copertura con un trapianto gengivale.

Un bel sorriso è composto da un armonioso insieme di denti e gengive. Una recessione gengivale, spesso come conseguenza della parodontite, può quindi arrecare danni non solo funzionali ma anche estetici. Con la microchirurgia si riesce in molti casi a porre rimedio a tali compromissioni.

A volte, anche l’effetto contrario può essere indesiderato: le gengive coprono una parte eccessiva dei denti che di conseguenza appaiono troppo corti. Questo fenomeno non raro è chiamato anche gummy smile (sorriso gengivale).

Gummy smile prima e dopo l'allungamento  mircrochirurgico dei denti tramite laser

Gummy smile prima e dopo l’allungamento
mircrochirurgico dei denti tramite laser

Anche in questo caso, la chirurgia parodontale estetica può rimediare: con il laser il tessuto in eccesso è delicatamente rimosso in modo indolore ripristinando la sagoma armonica dei denti.

Talvolta però la perdita d’osso dovuta all’avanzamento della piorrea è talmente marcata che una ricostruzione chirurgica delle gengive non è più possibile. Questi grandi difetti causano spesso non solo gravi problemi estetici, ma anche di pronuncia. Qui l’unica soluzione è l’epitesi gengivale. Dopo la presa d’impronta nel laboratorio viene fabbricato una mascherina sottilissima di resina di colore gengivale che aderisce perfettamente ai denti. Queste mascherine sono confortevoli per il paziente e ne migliorano notevolmente l’estetica e la pronuncia.

 

Domande e risposte sulla parodontite

È possibile che io soffra di piorrea, benché io non senta alcun disturbo?
Al contrario della carie, la parodontite decorre, per lo più, in maniera asintomatica, cioè essa non causa sintomi dolorosi o vistosi. Spesso ci sono, però, segni poco caratteristici come il sanguinamento gengivale. Ma non si tratta di sintomi affidabili. Nei fumatori, per esempio, la ridotta irrorazione sanguigna fa sì che le gengive non sanguinino neppure in caso di grave piorrea. La malattia parodontale può diventare dolorosa soltanto allo stadio avanzato, quando si possono formare ascessi. Anche l’allentamento dei denti può causare dolori alla masticazione.

Posso avere la piorrea nonostante io non presenti segni visibili di recessione gengivale?
Si la parodontite è un processo lento e subdolo inizia in modo silente quando si presenta con sintomi evidenti quali infiammazione, tessuti gonfi, e zone doloranti. Il processo che porta alla distruzione dell’apparato parodontale, cioè di osso, fibre e gengiva è già in atto. Si può prevenire tutto ciò con un test che misura la predisposizione personale a questo tipo di malattia ed inoltre con terapie opportune è possibile mantenere un buon controllo della evoluzione della malattia.

La cura della piorrea è molto dolorosa? Ho sentito parlare di grossi interventi.
Tutte le terapie parodontali, dalla fase iniziale alla chirurgia, sono eseguite sotto anestesia locale e in modo assolutamente indolore. In molti casa è la sola terapia antibiotica è sufficiente.

La piorrea è curabile?
Oggi giorno, grazie alle metodiche moderne di cui disponiamo, siamo quasi sempre in grado di fermare il processo distruttivo scatenato dalla parodontite.

Ho spesso l’alito cattivo. Può avere a che fare con la piorrea?
In più del 80% dei casi l’alitosi deriva dal cavo orale. La malattia parodontale gioca un ruolo determinante in questo contesto, in quanto i batteri nelle tasche parodontali emettono dei gas solforici maleodoranti. I pazienti che soffrono d’alitosi dovrebbero perciò consultare il medico dentista.