Stomatologica, poliambulatorio privato. A Ravenna.

Gnatologia

La gnatologia è quella parte della Odontoiatria che studia, i rapporti e le funzioni tra mascellari, denti, articolazione temporo-mandibolare, muscoli e il sistema nervoso.
I disturbi afferenti al complesso di queste strutture vengono definiti, nella più moderna classificazione, DCM ovvero disordini cranio mandibolari.
I DCM sono classificabili in disordini di tipo muscolare o articolare (dell’ATM).Raramente si presentano forme di tipo misto.

L’ATM, acronimo di articolazione temporo-mandibolare, articola l’osso mandibolare con l’osso temporale; in particolare connette il condilo mandibolare con la fossa glenoidea del temporale interponendo fra loro un cuscinetto di cartilagine (menisco). Tra tutte le patologie evidenziabili nel settore odontoiatrico, senza dubbio la patologia a carico dell’articolazione temporo mandibolare (ATM) risulta essere una delle più complesse Moltissimi casi di deficit articolari spesso si confondono in un complesso quadro sintomatologico, ben lontano talvolta dalla localizzazione dell’ATM, divenendo di difficile interpretazione ed associazione con la fonte primaria del disagio. Microtraumi prolungati (precontatti dentari), malocclusioni, traumi, “colpo di frusta”, alterazioni della postura, abitudini viziate, sono fra le cause più frequenti dei DCM. Altre cause di DCM sono, lo stress, sia fisico che psichico, serramento o digrignano dei denti durante la notte, o anche di giorno; ciò può portare all’affaticamento dei muscoli mandibolari o delle ATM e indurre dolore non sempre necessariamente localizzato in modo preciso. Una varietà di sintomi può essere legata ai disordini cranio mandibolari. Il dolore, in particolare ai muscoli masticatori, e/o all’articolazione stessa, è il sintomo più comune. Altri possibili sintomi sono:

    • Limitazioni dei movimenti o “lock” della mandibola
    • Dolore irradiato alla faccia, collo o spalle
    • Click dolorosi, rumori articolari di scroscio aprendo e chiudendo la bocca
    • Improvviso cambiamento dell’occlusione dentaria
    • Acufeni

Riguardo la postura, recenti studi paiono mettere in correlazione l’apparato stomatognatico con altre strutture del corpo, come ad esempio la colonna vertebrale. Cercando di esemplificare, possiamo dire che i cosiddetti “ingressi” al sistema posturale sono tre: pianta dei piedi, bocca ed occhi. Tutti questi ingressi possono influenzare la postura con influenze ascendenti( se è la pianta del piede in causa) oppure discendenti, a partenza eventuale da bocca od occhi. Questi tre ingressi, oltre che influenzare la postura, possono anche in certi casi influenzarsi tra loro, determinando quadri complessi da diagnosticare e che in certi casi necessitano di collaborazione interdisciplinare tra osteopati, ortopedici, gnatologi, oculisti, ortottisti, etc.

Sintomi come mal di testa, dolori alle orecchie, vertigini e problemi di udito possono a volte essere legati ai DCM. Essendo le cause e i sintomi dei DCM poco chiari, la diagnosi di questi problemi può a volte essere indaginosa. Attualmente, non c’è un test standard per identificare inequivocabilmente i DCM. Tuttavia, in circa il 90% dei casi la descrizione e la storia dei sintomi del paziente, combinate con un semplice esame della faccia e della mandibola, forniscono informazioni sufficienti per fare una diagnosi che deve innanzitutto determinare se ci si trova davanti ad un DCM di tipo articolare o muscolare. L’esame include la palpazione dei muscoli masticatori e l’ascultazione dei rumori articolari; deve anche essere valutata la funzionalità mandibolare, misurando i movimenti di apertura e di lateralità della mandibola. Il sintomo dolore, se presente, deve essere quantificato dal paziente con l’uso di una scala graduata, detta VAS (Visual Analogue Scale). Tali valori di funzionalità e di intensità di dolore serviranno anche durante il trattamento, per valutare l’efficacia dell’orientamento terapeutico scelto. L’esame di elezione che si è venuto affermando per lo studio dei DCM di tipo articolare è la risonanza magnetica ( RM ) delle ATM, eseguita senza mezzo di contrasto. Questo esame, a differenza degli esami radiografici un tempo prescritti, permette di evidenziare chiaramente ambedue le strutture che definiscono l’anatomia dell’ATM, e cioè non solo la parte ossea di essa, ma anche il disco cartilagineo (menisco). E’ infatti spesso il menisco il “protagonista” principale, intervenendo, quando dislocato rispetto al condilo mandibolare, a determinare buona parte dei sintomi e disturbi.

I principali quadri patologici dei DCM articolari sono:

    • Dislocazione con riduzione (ricattura del menisco nel corso del movimento di apertura)
    • Dislocazione senza riduzione
    • Compressione articolare (generalmente monolaterale)
    • Artrosi dell’ATM (mono o bi-laterale)

Il trattamento dei disordini cranio mandibolari è, quasi nella totalità dei casi, non invasivo. Se il disturbo è lieve, la terapia può consistere solo in piccoli accorgimenti che il paziente può mettere in atto da solo: evitare i movimenti estremi della mandibola (sbadigli, ecc..), mangiare cibi di consistenza soffice, evitare le abitudini viziate, evitare sbalzi termici, applicare impacchi caldo-umidi, praticare esercizi di fisiokinesiterapia. A volte può essere di supporto una terapia volta a ridurre lo stress, o l’imparare tecniche di autorilassamento. Il medico può prendere in considerazione di applicare un dispositivo orale, detto “BITE”, costituito da una placca di materiale acrilico trasparente che si adatta ai denti dell’arcata superiore o inferiore.

Il termine bite, molto generico, può indurre confusione. In realtà ve ne sono vari tipi, ognuno con proprie indicazioni.
Le tipologie di bite e loro principali indicazioni sono:

    • Bite neuromuscolare – per DCM muscolari
    • Bite di riposizionamento – per DCM articolari: dislocazione con riduzione
    • Bite di distrazione – per DCM articolari: dislocazione senza riduzione, compressione, artrosi

E’ assolutamente importante notare, in questi tempi di “low-cost” che fa si che cosiddetti “bite auto adattabili” siano venduti anche in farmacia, come il bite sia invece un presidio terapeutico di grande raffinatezza costruttiva e diagnostica e che necessiti pertanto di una impronta presa dal dentista, di una registrazione occlusale prima e di di una regolazione intraorale dopo, onde evitare l’inefficacia o ancor peggio un danno.

Tutte queste terapie possono essere completate da interventi per migliorare l’occlusione dei denti, dove questa si dimostrasse carente, integrando quindi restauri protesici, terapie ortodontiche o molaggio di alcuni denti.


[1] Rumori durante il movimento di apertura e/o chiusura della bocca
[2] Blocco dell’articolazione che impedisce una normale funzione dell’organo