Stomatologica, poliambulatorio privato. A Ravenna.

Conservativa ed endodonzia

Carie

 

La carie è un processo distruttivo che colpisce i tessuti duri del dente, la sua formazione è dovuta all’azione degli acidi prodotti dalla placca batterica in associazione agli zuccheri.
Per potersi sviluppare la carie necessita della presenza contemporanea di tre fattori: ospite suscettibile (denti), dieta ricca di zuccheri e batteri ad attività cariogena.

Le caratteristiche strutturali dei denti incidono notevolmente sulla possibilità di formazione della carie, ad esempio se il dente presenta solchi molto accentuati si avrà un maggiore ristagno di residui alimentari e di batteri (placca batterica) che sono i fattori scatenanti di un processo carioso. Un altra condizione in cui si determina un accumulo di placca difficilmente rimovibile si ha in caso d’affollamento dentario, in quando si formano delle nicchie che difficilmente le setole dello spazzolino riescono a raggiungere. Ci sono inoltre, delle condizioni fisiologiche che determinano una maggiore predisposizione alla carie, ad esempio durante la gravidanza e l`allattamento si hanno delle modificazioni ormonali che alterano la qualità della saliva, rendendola più viscosa, aumentando così l’adesività dei batteri al dente.

Dieta ricca di zuccheri

Gli zuccheri sono un elemento fondamentale per la formazione della carie, essi sono trasformati in acidi da alcuni tipi di batteri normalmente presenti nella cavo orale, tali acidi provocano la demineralizzazione del dente, e quindi l’inizio del processo carioso.

Batteri ad attività cariogena

I principali batteri responsabili della lesione cariosa sono lo Streptococco mutans e il Lattobacillo, il primo in particolare è in grado di legarsi alla superficie dello smalto e di costruire una rete di polisaccaridi alla quale aderiscono numerosi altri microrganismi, si forma così la placca batterica. Tra i microrganismi presenti nella placca batterica, un ruolo importante è svolto dal Lattobacillo il quale, anche se non è in grado di aderire direttamente allo smalto, è il principale produttore dell’acido responsabile dello sviluppo della carie.

Profilassi alimentare

Una dieta troppo ricca di carboidrati associata ad una scarsa sensibilità verso l’igiene orale favorisce oltremodo ‘insorgenza della carie Con il termine carboidrati si comprendono sia molecole semplici quali il glucosio, saccarosio, fruttosio ecc. (zuccheri) che molecole più complesse come l’amido presente nel pane, nella pasta e nelle patate, I carboidrati semplici (zuccheri) come già visto rivestono un ruolo fondamentale nella formazione della carie, essi però, anche se non sono il fondamento di una corretta alimentazione, non devono necessariamente essere eliminati dalla dieta, infatti, meglio sarebbe integrare l’alimentazione con alimenti ricchi di fibre quali i vegetali meglio ancora se consumati freschi i quali oltre all’apporto di sostanze non cariogene favoriscono la detersione delle superfici dentali.

Molto importante è la permanenza degli zuccheri a contatto con le superfici dentali, infatti, risultano maggiormente dannosi gli alimenti molto viscosi, come marmellata, miele, caramelle o cioccolato, i quali aderiscono ai denti aumentando così il tempo prima di venire “lavati” dalla normale salivazione.

Igiene orale

Una corretta igiene orale è di fondamentale importanza per evitare la formazione di carie, il suo scopo è l’allontanamento dal cavo orale delle sostanze cariogene, rappresentate dai residui alimentari e dalla placca batterica. Per ottenere tale risultato i denti vanno lavati dopo ogni pasto e con particolare cura la sera, in quanto durante la notte eventuali residui alimentari sono facilmente trasformati in acido dai batteri presenti nella placca.

Fluoroprofilassi e applicazione di sostanze protettive

Il fluoro si è rilevato un elemento particolarmente efficace nella protezione dei denti dalla carie, esso è presente in alcuni alimenti, quali, the, arachidi e pop-corn.
L’assunzione quotidiana di compresse di fluoro durante il periodo di mineralizzazione dei denti, che termina a 12 anni, determina la formazione di smalto maggiormente resistente agli acidi prodotti dai batteri, mentre dopo tale periodo, il fluoro somministrato per via sistemica non è più in grado di raggiungere lo smalto.
L’uso locale del fluoro risulta, invece, efficace a qualsiasi età, esso infatti, se applicato direttamente sui denti oltre a rendere lo smalto più resistente, è in grado di inibire la formazione di acido da parte dei batteri. Nei soggetti ad elevato rischio di carie è oggi possibile trattare i denti con sostanze che ne evitano la formazione, tali materiali sono essenzialmente i sigillanti e le lacche a base di fluoro o di clorecsidina.
I sigillanti sono delle resine che si applicano sulle superfici masticatorie dei denti sani ed hanno lo scopo di diminuire la profondità dei solchi presenti su tali superfici, la loro efficacia è dovuta al fatto che è proprio da questa zona che frequentemente inizia il processo carioso.

Visite periodiche di controllo

Le visite di controllo effettuate secondo una cadenza individualizzata in funzione della carioricettività soggettiva , rappresentano un criterio di prevenzione che, pur non impedendo la formazione della carie, consentono una terapia precoce, evitando così lesioni dentarie di maggiore gravità.
Infine bisogna ricordare che è oggi possibile determinare il rischio di carie al quale si è esposti, mediante una semplice analisi dei batteri presenti nella saliva, e quindi di seguire un programma di prevenzione individuale, avendo così la sicurezza di mantenere sempre denti sani.

Endodonzia

 

 

endodonzia-prima_dopoIn generale si considera l’endodonzia parte integrante della branca più vasta conosciuta come conservativa.

Il prefisso endo significa all’interno la seconda metà indica dente perciò è una terapia che si effettua all’interno del dente . In pratica è l’asportazione, dei tessuti infetti che si trovano all’interno del dente (la polpa o il nervo). Si pratica la terapia canalare o (devitalizzazione) quando per una carie di grandi dimensioni, una frattura o infezioni di origine parodontale compromettono la possibilità di lasciare il dente vitale.

L’alternativa a questa terapia è l’estrazione dell’elemento dentario compromesso.

Oggi le moderne tecnologie permettono di poter praticare questa terapia anche a denti che in passato non potevano essere trattati per via delle loro conformazioni anatomiche, infatti gli strumenti rotanti al nichel titanio presentano la caratteristica di un alto modulo elastico permettendo così al dentista di fare cose impossibili in un recente passato oltre a velocizzare in modo considerevole questa terapia. Un altro dispositivo che ha portato notevoli vantaggi per l’utente è il rilevatore di apici radicolari il quale lavora con il principio dei sonar permettendo di individuare con estrema certezza l’apice della radice ed evitando al paziente innumerevoli radiografie.

Odontoiatria Conservativa

 

L’0dontoiatria conservativa si occupa delle lesioni a carico dello smalto e della dentina dei denti dovuta a carie o a traumi e della conseguente restaurazione del dente. La restaurazione si chiama comunemente otturazione non è l’unico metodo ma è il più frequentemente utilizzato. Fino a pochi anni orsono, il materiale utilizzato per le otturazioni dei molari e premolari era costituito in prevalenza dall’amalgama d’argento. Da qualche anno tale materiale (messo anche sotto accusa per problemi di tossicità del mercurio, tuttavia non provata in modo incontrovertibile a livello scientifico) è stato rimpiazzato dalle resine composite, che permettono altresì, oltre ad una migliore estetica, anche l’esecuzione di cavità più conservative (cioè meno destruenti nei confronti del dente trattato). L’altra metodica di cui si è accennato sopra è di tipo indiretta (l’odontoiatra prepara una cavità, ne rileva una impronta che passa poi ad un laboratorio odontotecnico (artigiano altamente specializzato nell’eseguire delle protesi). L’odontotecnico costruisce un manufatto idoneo alla chiusura della cavità , che verrà cementato sul dente dall’odontoiatra nel corso di una seduta successiva).Questo manufatto si chiama intarsio e può essere realizzato in diversi materiali quali l’oro, la ceramica, il composito.